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SAN VALENTINO, TRA STORIA E LETTERATURA LE ORIGINI DELLA FESTA DEGLI INNAMORATI

Per qualcuno è solo una ricorrenza commerciale, ma per molti la festa degli innamorati rappresenta una giornata per dedicarsi al proprio partner. San Valentino in realtà affonda le sue radici nella notte dei tempi, ed è nato proprio in Italia, quando i romani celebravano i lupercalia, riti dedicati alla fertilità, che si svolgevano nelle giornate del 14 e 15 febbraio.

 

Successivamente in epoca cristiana Papa Gelasio, sostituì questa tradizione dedicando il 14 febbraio al culto del santo e martire Valentino, considerato il protettore degli innamorati, per la benedizione speciale che era solito impartire una volta l’anno alle coppie di sposi.

Ma San Valentino fu consacrato universalmente come patrono dell’amore grazie anche alla letteratura, in particolare ai Racconti di Canterbury, nei quali l’autore Geoffrey Chaucer associò definitivamente il santo all’amore romantico.

 

Oggi gli innamorati festeggiano questa ricorrenza con cene a lume di candela, fiori e regali, ma nel resto del mondo le tradizioni subiscono la contaminazione delle culture locali. Così ad esempio in Giappone sono le ragazze che regalano cioccolatini ai loro innamorati, mentre in Spagna si scambiano cuori di rose rosse. Fiori anche nelle Filippine, dove la tradizione è molto sentita. Discorso diverso negli Stati Uniti, dove le ragazze ricevono bigliettini anonimi ed è consuetudine porgere i propri auguri anche a mamme, papà, amici e parenti.

 

E allora, buon San Valentino a tutti gli innamorati! Con l’augurio che sia una festa celebrata sempre e non confinata a un unico giorno dell’anno.

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