A SPASSO PER I BORGHI, MONTE SAN PIETRANGELI

Cittadina di origine antichissima, Monte San Pietrangeli è un caratteristico borgo adagiato sulle colline fermane, a metà strada tra il mare e i sibillini.

LA STORIA
Un primo insediamento fu fondato in epoca preromana dai Siculi, i quali attribuirono al villaggio il nome di "Petraia", per il culto tributato al Dio Sole. Successivamente in epoca romana il territorio venne diviso in numerosi terreni, assegnati, come pensione, ai militari che avevano servito Roma, Nella sala consigliare del Comune è infatti conservata un'urna cineraria marmorea con le ceneri del legionario Caio Vezzio, vessillifero della IV legione di Macedonia. Nel IX-X secolo il territorio comunale fu donato dal duca di Spoleto Faroaldo II al monastero di Farfa e di San Pietro in Valle a Ferentillo. E infatti l’origine della cittadina viene fatta risalire proprio ai Monaci Benedettini di Ferentillo (Terni) che, intorno all’anno mille, qui edificarono un monastero la cui chiesa venne intitolata a San Biagio. Successivamente i monaci di Farfa cedettero le loro terre ai vescovi di Fermo e lasciarono l'insediamento. Sempre intorno all'anno mille i monaci di Ferentillo edificarono una chiesa consacrandola al loro santo protettore, San Pietro.

Nel Duecento il paese passò ai canonici del Duomo di Fermo, i quali lo cedettero nel 1257 al comune di Fermo. L’insediamento crebbe, ma per un lungo periodo fu sotto il giogo dei fermani, dal quale riusciva a liberarsi solo per breve tempo. Vennero edificate delle possenti mura difensive, per difendere l’autonomia del borgo dai continui attacchi dei fermani, ma nonostante questo, nel 1536 i fermani riuscirono ad assoggettare nuovamente il paese, dove costruirono una piccola rocca, distruggendo una parte della chiesa dei Benedettini. Si accesero feroci scontri, al punto che la notizia giunse fino a Roma, dove Papa Paolo III con apposita bolla, dichiarò la cittadina soggetta solo alla Santa Sede, liberandola definitivamente dal dominio fermano. Ma il punto di svolta si ebbe il 29 settembre del 1537, quando in occasione della festa di San Michele Arcangelo, il paese assunse l’attuale nome di Monte San Pietrangeli, restando finalmente nelle mani dei monsampietrini. Dal pontificato di papa Pio V (1566-1572) il Comune fu assegnato alla provincia di Macerata, per passare poi nel 1808 al Dipartimento del Tronto di cui era capitale Fermo.
Oggi Monte San Pietrangeli fa parte della provincia di Fermo.

DA VISITARE
CHIESA DI SAN LORENZO E BIAGIO
Opera del grande architetto Giuseppe Valadier, è tra i più interessanti esempi di neoclassicismo marchigiano. La chiesa, consacrata il 6 maggio del 1859, vanta una facciata con sei colonne doriche alte otto metri. L’interno, diviso in tre navate, custodisce opere realizzate dal celebre Luigi Fontana e decorazioni del fermano Pietro Lucchi.

CHIESA DI SANTA MARIA DESOLATA
Edificata alla fine del XVIII secolo, conserva al suo interno, sopra l’altare maggiore un’interessante “Madonna Addolorata” realizzata dal fermano Alessandro Ricci, nei primi del 1800. La navata è abbellita invece dall’“Assunzione della Vergine”, decorazione pittorica dell’artista locale Oscar Marziali.

LA TORRE CIVICA E IL PALAZZO MUNICIPALE
La Torre civica, datata 1746, spicca per l’elegante portale dal gusto trecentesco, alla cui sommità è visibile lo stemma comunale costituito da tre bulbi d’aglio intrecciati, disposti al disopra di tre monti. La più grande tra le due campane, collocate sulla torre, è ornata con le immagini dei santi patroni del paese. All’interno si trova una piccola cappellina decorata da un affresco dell’inizio del 500, d’autore ignoto.

Il Palazzo municipale, costruito nel 1763 è stato rinnovato e abbellito da Luigi Fontana nel 1898. Al suo interno conserva diverse opere. Tra le più importanti ci sono la “Vergine dei Sette Dolori” un gesso attribuito a Luigi Quadrini XVIII secolo, “La danza delle Muse” realizzata da Nicola Achilli, un dipinto “Madonna con Bambino” d’autore ignoto e due tele “San Biagio” e “San Pietro Benedicente con angelo genuflesso” sempre di Luigi Quadrini.

IL COMPLESSO FRANCESCANO
Venne edificato dai monaci benedettini di Ferentillo, probabilmente sul finire dell’XI secolo. Nel 1536 i fermani ne demolirono una porzione per costruire una rocca, che fu poi rasa al suolo dai monsampietrini. Ricostruita e consacrata nel 1572 da Sisto V, la chiesa è in stile neoclassico e custodisce un buon numero di dipinti del settecento. La zona absidale si segnala per l’interessante coro settecentesco in noce, al disopra del quale campeggia un pregevole polittico realizzato da Giuliano da Fano nel ‘400. Sopra l’ingresso è situata una cantoria, con un pregevole organo realizzato dal veneziano Gaetano Callido. Di particolare interesse il chiostro e l’imponente torre campanaria.

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