PASQUA, TRA RELIGIOSITA’ E SUGGESTIONI

Folclore, tradizione e religiosità rendono unico il periodo della Settimana Santa nelle Marche. Numerose le rievocazioni, che portano in scena la Passione di Cristo, alcune di carattere storico, altre più particolari. Ne abbiamo selezionate alcune per voi, tra le più interessanti e significative.

LA TURBA A CANTIANO

E’ una delle più antiche e suggestive d’Italia. La Turba di Cantiano nasce intorno al 13 mo secolo, e negli anni ha ottenuto numerosi riconoscimenti, entrando anche a far parte di EuroPassion, un movimento europeo che raccoglie le associazioni che portano in scena le più importanti rappresentazioni sacre. Una manifestazione che prende il nome dalla parola “Turba”, che significa massa di persone, e rievoca le processioni popolari che si svolgevano intorno al 13 mo secolo per invocare l’intercessione divina contro guerra e povertà miserie. Questo fenomeno diede origine alla compagnia dei Battuti, che nel 15mo secolo divenne Compagnia del Buon Gesù, la quale istituì la “Turba” per rappresentare la Passione di Cristo.

Oggi questa rievocazione coniuga la rappresentazione originaria alla teatralità, e coinvolge l’intero paese. Tra i momenti più suggestivi di questa manifestazione, che attira visitatori da tutta Italia, il processo e la condanna di Gesù, l’Ascesa al Calvario e la Resurrezione, e il “Te Deum” che rompe il silenzio e porta la Turba a conclusione.

 

LA PASSIONE DI GESU’ A MOGLIANO

Portata in scena dal 1962, l’attuale Passione di Cristo che si svolge ogni anno a Mogliano, in realtà sembra risalire al ‘700, quando se ne trovano notizie nelle testimonianze scritte lasciate dal moglianese Carnili. Alla luce dei lumi, oltre 300 figuranti sono impegnati in questa manifestazione che ha inizio in piazzale San Michele, dove viene rappresentata l’ultima cena di Gesù sulla scalinata dell’antico "Ospedale". In Piazza Garibaldi ha luogo il processo di Gesù, mentre la crocifissione si tiene nella pizza del Santuario del Santissimo Crocifisso. Una rievocazione che si costituisce di due momenti, la tradizionale rappresentazione si affianca infatti alla processione religiosa della Bara del Cristo Morto, accompagnata dalle immagini di Santi e dai simboli della Passione di Gesù. ​

 

PORTO RECANATI E LA “BARA DE NOTTE”

Cittadina del litorale maceratese, Porto Recanati, coniuga la celebrazione religiosa del Venerdì Santo alla sua tradizione marinara. La Bara de Notte nasce nel 1713, quando Monsignor Gherardi, vescovo di Recanati, istituì la confraternita del Cristo Morto affidandogli il compito di organizzare una processione per rievocare la Passione di Gesù. Il simbolo della manifestazione, la Bara, viene allestita ogni anno per poi essere smantellata al termine della rievocazione. Il pomeriggio del Venerdì Santo ha inizio la processione aperta da una grossa croce di legno, mentre la Bara è sostenuta dai “sciabbegotti”, 12 uomini che prendono il caratteristico nome dalla tipica imbarcazione da pesca. Le mogli dei pescatori seguono il corteo cantando brani tradizionali e altri tre pescatori vestiti con tuniche portano sulle spalle un’altra croce legata ad una catena. a I figli dei pescatori, chiudono la processione sorreggendo la statua della Madonna, di San Giovanni e di Maria Maddalena.

 

 

RIPATRANSONE E “IL CAVALLO DI FUOCO”

Il Cavallo di Fuoco  a Ripantransone è una delle manifestazioni più originali d’Italia. Nasce il 10 maggio 1682, quando la Madonna di San Giovanni fu eletta Patrona della cittadina picena. In quell’occasione un fuochista anonimo, chiamato per l’incoronazione del simulacro della Madonna di San Giovanni improvvisò uno spettacolo pirotecnico, che piacque così tanto da essere riproposto ogni anno. Un tempo il cavallo utilizzato per mettere in atto la manifestazione era l’animale in carne ed ossa, oggi invece è un cavallo di legno su ruote con una girandola che “sputa” fuochi artificiali.

 

La rievocazione del Cavallo di Fuoco si tiene la domenica successiva a quella di Pasqua, quest’anno la data prevista cade l’8 aprile. Al termine della santa messa al Duomo il vescovo procede alla benedizione del Cavallo. La processione ha inizio intorno alle 18,45 con il corteo delle Confraternite e il Simulacro della Madonna di San Giovanni che viene accompagnato lungo il percorso da un folto stuolo di fedeli.

L’evento pirotecnico del Cavallo di Fuoco, inizia invece alle 21 in Piazza Condivi, quando la girandola, posizionata sulla testa dell’animale, spara in aria i fuochi d’artificio creando uno spettacolo molto suggestivo che tiene col naso all’insù grandi e piccini.

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