MACERATA FELTRIA, STORIA, ARTE E CULTURA

Comune di circa 2mila anime, Macerata Feltria sorge fra le colline del Foglia e del Conca, ad una cinquantina di chilometri da Pesaro. La bellezza e la storicità di questo paese, gli hanno permesso di essere annoverato tra “I Borghi più belli d’Italia”. Nelle vicinanze dell’attuale abitato sorge il Museo Civico Archeologico e Paleontologico, di quello che un tempo era il municipio romano Pitinum Pisaurense. Non solo luogo di storia, ma anche di arte e cultura, Macerata Feltria diede i natali nel’600 all’illustre pittore Niccolò Berrettoni (1637-1682), allievo del Maratta che affrescò la Sala Rossa di Palazzo Altieri e la Cappella di Sant’Anna nella Chiesa di Santa Maria in Montesano.

 STORIA
Secondo la tradizione Macerata Feltria fu fondata dai Pelasgi, quei popoli che dalla Grecia preellenica colonizzarono l’Italia centrale e meridionale. Ne sarebbe testimonianza l’Arco dei Pelasgi, simbolo di una storia antica e porta d’accesso al Castello dalla parte meridionale.

Ma è in epoca precristiana che il piccolo comune del Montefeltro prosperò con il municipio romano Pitinum Pisaurense.

La cittadina viene distrutta nel 552 dai Goti, e successivamente ricostruita dai Longobardi. Dopo un periodo di dominazione longobarda, gli abitanti di Macerata Feltria nel 1233 si sottomettono al Comune di Rimini, dove rimangono per due secoli sotto l’egida dei Malatesta. Nel 1376 i frati francescani iniziano ad edificare il convento di San Franceso, uno dei più importanti luoghi di devozione, arte e cultura del Montefeltro. Tra le opere più splendide, che impreziosivano la chiesa, il Crocifisso di Carlo da Camerino, oggi ospitato nella Chiesa di San Michele Arcangelo, il Polittico di Giovanni Baronzio da Rimini e l’Annunciazione di Carlo da Camerino, entrambe esposte nella Galleria Nazionale delle Marche.

 Nel 1463 Federico da Montefeltro occupò Macerata Feltria, ponendo fine alla dominazione dei Malatesta. Da questo momento la cittadina seguirà le sorti del Ducato di Urbino. Abile soldato e uomo politico, il Duca Federico rafforzò il ruolo tutt’altro che secondario di Macerata Feltria. Il Palazzo del Podestà, la Torre Civica e il Palazzo Evangelisti, testimoniano l’importanza che questo centro amministrativo e commerciale rivestì, insieme alla Chiesa di San Francesco e alla Chiesa di San Giuseppe. Nel 1539 viene edificato il convento di Santa Chiara, che diviene in poco tempo uno dei più ricchi del Montefeltro. Oggi dell’antica struttura rimane solo la Chiesa, perché il convento fu distrutto durante l’ultima guerra.

Nel 1631 Macerata Feltria passa sotto il dominio diretto della Chiesa, in seguito all’estinzione dei Della Rovere.
Nell’800 è l’agricoltura mezzadrile, la principale risorsa economica.
Giuseppe Garibaldi e la moglie Anita, in fuga verso Ravenna, si nascosero a Macerata Feltria nel 1849, e qui fu edificato in memoria di questo passaggio, il primo monumento italiano al garibaldino ignoto.

 I GIORNI NOSTRI
Oggi il piccolo comune è un importante centro culturale, legato agli scavi archeologici, al Museo Civico al Teatro Battelli e alla mostra mercato dei Preziosi d’Epoca, che si tiene ogni anno nel primo week-end di agosto con l’esposizione di gioielli provenienti da tutta Italia. Non solo Macerata Feltria è stata valorizzata anche per l’acqua sulfurea che sgorga dalle sue viscere, con l’apertura dello Stabilimento Termale Pitinum Thermae, importante centro che offre servizi sanitari e che collabora con l’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo” nelle indagini sulle proprietà di questa acqua.

DA VEDERE
Il Museo Civico Archeologico e Paleontologico, nel palazzo del Podestà, ospita testimonianze archeologiche e paleontologiche del Montefeltro, che ripercorrono le tappe dal periodo preistorico a quello romano. Grande spazio è dedicato ai reperti archeologici della Pitinum Pisaurense.
Gli scavi hanno rinvenuto un’area cimiteriale medievale, risalente al periodo tra il 12mo e il 13mo secolo, e parti di quello che potrebbe essere il decumanum maximus, una larga strada romana. Scoperti più a sud i resti di un edificio termale e ulteriori tratti del decumano. La Torre civica risalente al 13mo secolo, ultima tappa nella visita al Museo Civico, raccoglie fossili del Montefeltro e della Valle del Metauro, rinvenuti da Arnaldo e Gino Rinaldi.

 Da vedere il Museo di archeologia industriale, allestito nei sotterranei della Chiesa di Santa Chiara, dove si trovano strumenti e attrezzature impiegati nelle attività agricole e artigianali dei primi dell’800.

Il Museo della Radio d’Epoca, uno dei più importanti in Italia, vanta l’esposizione di oltre 100 radio, donate dal collezionista Carlo Chiuselli, ospitate nel salone dell’ex convento di San Francesco.

Interessante la Pieve di San Cassiano, il più antico tempio cristiano del Montefeltro, edificato intorno all’anno 1000, sopra la struttura dedicata a Saturno. In prossimità, scavi archeologici hanno portato alla luce l’antica città romana di Pitinum, mentre a fianco della Pieve, grazie al lavoro dei volontari sono stati rinvenuti i resti dell’antica strada romana, oggi visitabile.

La Chiesa di San Michele Arcangelo, in stile neoclassico, ospita il crocifisso di Carlo da Camerino, realizzato nel 1396, l’opera più importante di Macerata Feltria.

 LE ECCELLENZE
Espressioni di un territorio generoso, le carni di razza marchigiana, i formaggi, i salumi, i vini, il tartufo e lo zafferano.

 LE TRADIZIONI

Piatto tipico del borgo la Torta di noci e uvetta, una ricetta povera, ma ricca di sapore, che veniva preparata dai contadini usando gli ingredienti semplici a loro disposizione. Farina, noci, olio, uvetta sultanina e zucchero.

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