ASCOLI PICENO, IL SALOTTO D’ITALIA

Ricca di tradizioni e di storia, Ascoli Piceno è una delle mete imprescindibili delle Marche. Sorta quasi 2.500 anni fa in epoca pre-romana, è conosciuta anche come città delle cento torri, per le numerose torri, gentilizie o campanarie, edificate nel corso dei secoli.
La più conosciuta è Torre degli Ercolani, ma percorrendo il cosiddetto itinerario di via delle torri, si scoprono le Torri gemelle, per arrivare poi in Piazza Ventidio Basso. Buona parte delle torri ascolane con il tempo sono state ridimensionate ed inglobate nelle abitazioni, quando non addirittura trasformate in campanili.

Ascoli, definita “salotto d’Italia”, con il suo stile rinascimentale offre scenari davvero unici. Piazza del Popolo è considerata una delle più belle d’Italia ed è una tappa obbligatoria per chi visita la città. Edificata sul travertino, un marmo di cui il territorio è ricco, questo materiale durante il periodo umanistico è stato oggetto di incisioni di frasi, motti e proverbi, sugli architravi delle porte dei palazzi. Una particolarità che ha portato a definire il travertino come parlante. Un centinaio di queste incisioni sono ancora leggibili ai giorni nostri, basta cercarle lungo le Rue, ovvero le vie, come sono solite chiamarle gli ascolani.

Nella splendida cornice di Piazza del Popolo, svetta maestoso il Palazzo dei Capitani, dove all’interno si trova la Sala degli Stemmi, un gioiello assolutamente da visitare. Sulla piazza si affacciano anche la chiesa di San Francesco, i palazzi rinascimentali, i portici e le logge. Una vista d’insieme mozzafiato!

Camminando in Piazza del Popolo non si può certo fare a meno di entrare nello storico Caffè Meletti, che dai primi del ‘900, nel suo salotto in stile Liberty, serve uno squisito caffè corretto all’Anisetta con la mosca, un chicco di caffè. Un’aggiunta, quella dell’Anisetta che conferisce al caffè un gusto davvero particolare. Una bevanda che negli anni è divenuta un vero must di questa terra, così ricca di eccellenze.
Qui, tra il 1908 e il 1910, arrivò anche Re Vittorio Emanuele per acquistare l’Anisetta. Il liquore gli piacque così tanto che arrivò a decretare il Caffè Meletti, quale “Fornitore della Real Casa”. Ma il re non è stato il solo personaggio celebre a visitare lo storico bar. Qui si sono seduti per gustare un caffè corretto anche Hemingway Mario Del Monaco, Beniamino Gigli, Pietro Mascagni, Renato Guttuso, Jean Paul Sartre, Simone de Beauvoir, Mario Soldati, Stuparich, Zandonai, Badoglio, Sartre e Trilussa. A questi si sono aggiunti anche numerosi politici di levatura nazionale, come Sandro Pertini e Giuseppe Saragat. Un elenco non esaustivo, ma certamente nutrito, che la dice lunga sull’importanza di questo locale, annoverato tra i 150 caffè storici d’Italia

Numerose, sono le tipicità di questa terra. Parlando di Ascoli, una delle prime cose che vengono in mente sono indubbiamente le famosissime olive ripiene di carne e fritte: le olive all’ascolana. Una vera e propria eccellenza della gastronomia locale che si contraddistingue per una biodiversità agraria delle Marche, l’oliva tenera ascolana, con la quale viene realizzata questa ricetta. Un piatto conosciuto già in epoca romana, che oggi è il protagonista indiscusso, insieme ai cremini, alle costolette di agnello ed ai carciofi, del “fritto misto all’ascolana”. Ma eccellenze di questa terra sono anche i vini: il Rosso Piceno Superiore e il Falerio dei Colli Ascolani. Una grande tradizione enologica che è custodita e ben rappresentata dal Consorzio Tutela Vini Piceni. Un'altra prelibatezza? Il Frustingo, un dolce tipico di queste zone, a base di frutta secca e fichi. Davvero gustoso.

Guardando all’artigianato Ascoli Piceno vanta la nomea di città della ceramica, grazie alle sue 15 botteghe artigiane, disseminate nel centro storico cittadino, e tutt’oggi molto attive in questo tipo di produzione. Il Museo della Ceramica, nella chiesa di San Tommaso, offre uno spaccato su questa tradizione. Un’altra attività molto diffusa nel territorio è quella del Ramaio, la lavorazione del rame per realizzare utensili.

Nell’ambito delle tradizioni storiche, molto famosa è la Giostra della Quintana, la celebre rievocazione che si tiene il secondo sabato di luglio e la prima domenica di agosto. I sestrieri devono colpire con una lancia il centro di uno scudo tenuto in mano da un guerriero di legno, evitando di essere colpiti dal bastone del fantoccio. Un evento che ogni anno attira ad Ascoli molti visitatori provenienti dalla Riviera delle Palme.
Proseguendo nel nostro tour virtuale, ci imbattiamo in Piazza Arringo, la più antica della città, impreziosita da importanti palazzi tra i quali: palazzo Fonzipalazzo dell’Arengopalazzo Vescovileduomo di Sant’Emidio, battistero di San Giovanni, museo diocesano e palazzo Panichi. Da visitare la Pinacoteca civica con la “Carrozza del tempo”.

Per apprezzare il panorama della città, non può certo mancare una passeggiata sul Ponte Romano Agusteo, risalente al I secolo a.c. Davvero maestoso con i suoi 25 metri di altezza e 22,20 di lunghezza.

In questo periodo Ascoli Piceno merita ancora di più una visita, visto che fino al 15 luglio presso la Pinacoteca Civica e Sala Cola dell'Amatrice sono in mostra i capolavori di Nicola Filotesio, detto Cola dell’Amatrice, grande maestro del Rinascimento in pittura e architettura. Un percorso espositivo imperdibile, che riunisce oltre sessanta opere dell’artista, dove ammirare l'arte dell'Italia Centrale tra il ‘400 e il '500. Non solo Cola dell’Amatrice, in mostra anche gli artisti che lo hanno affiancato tra Marche, Lazio, Umbria ed Abruzzo, come Perugino, Raffaello, Antoniazzo Romano e Luca Signorelli.

 Per info sulla mostra:
Musei Civici - Tel: (+39) 0736 298232 - Fax: (+39) 0736 298232 –
E-mail: musei.civici@comune.ascolipiceno.it

Web: http://www.comuneap.gov.it

 

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