SERRA SANT’ABBONDIO E L’EREMO DI FONTE AVELLANA, TRA STORIA E SPIRITUALITA’

Piccolo comune dal caratteristico e antico centro storico, Serra Sant’Abbondio ha una storia che affonda le sue radici lontano nel tempo. Ci troviamo ai piedi del Monte Catria, in provincia di Pesaro e Urbino, nella Valle del Cesano.

Un territorio che ospita uno dei luoghi più suggestivi delle Marche: l’Eremo Camaldolese di Santa Croce di Fonte Avellana

Fondato nel decimo secolo, il Monastero è stato nel tempo un luogo di culto molto importante, tanto da essere menzionato addirittura da Dante Alighieri nella Divina Commedia, dopo che vi aveva soggiornato presumibilmente nel 1318.


LA STORIA
Un territorio popolato fin dal periodo del bronzo, quello di Serra Sant’Abbondio, che nei secoli è stato abitato da Umbri, Celti, Romani, Longobardi e Franchi. Non solo, è stato anche teatro di aspre battaglie: nel 295 a.c. quella tra romani e lega dei Gallo-Sanniti, e nel 552 d.c. quella dell’esercito bizantino di Narsete.

La storia di questo piccolo comune, di circa mille anime, è indissolubilmente legata alla Congregazione dei Camaldolesi. Il monastero, fondato da San Romualdo di Ravenna nel 980 circa, è un complesso monumentale costruito in pietra bianca, composto da una chiesa con cripta, un chiostro, una sala capitolare e dal bellissimo scriptorium.

Nel 1384 Serra Sant’ Abbondio fu annessa al Ducato di Urbino, e qui nel 1481 il duca Federico da Montefeltro fece edificare una rocca a difesa della vallata. Successivamente nel 1502 Serra Sant’ Abbondio fu conquistata dai Borgia, che la strapparono ai duchi, i quali, per riconquistarla, ne distrussero la fortezza.

Oggi il comune, che conserva ancora una Comunanza Agraria risalente al medioevo, è una realtà ricca di storia e cultura, che organizza tra gli eventi più importanti il Palio della Rocca, una rievocazione storica che ricorda la costruzione della Rocca ad opera del Duca Federico da Montefeltro, portando in scena la corsa delle oche. 

DA VEDERE
Il centro del piccolo comune merita certamente di essere visitato. Circondato dalla possente cinta muraria in pietra bianca e rossa, cela antiche aperture chiamate “Porte del Morto", il cui nome deriva dalla tradizione popolare secondo la quale potevano essere attraversate solo dopo la morte. Ancora intatte due delle quattro antiche porte d'ingresso: la Porta Santa e la Porta Macione, risalenti al 13 mo secolo.

Ma il luogo più ricco di interesse è indubbiamente l’Eremo di Santa Croce di Fonte Avellana, sia per l’importanza storica che riveste, sia per l’aura di misticismo che lo circonda ancora oggi. Un luogo di silenzio e riflessione come un tempo, quando la regola di San Romualdo, prescriveva di raccogliersi in preghiera solitaria nelle celle, recitando i salmi.

Il complesso è costituito da una chiesa dalla pianta a croce latina, con un presbiterio sopraelevato sulla cripta e risalente all’11mo secolo. Insieme al chiostro e allo scriptorium, rappresenta la parte più antica del Monastero.

Lo "Scriptorium”, risalente al 13 mo secolo, è l’ambiente più importante di tutto l’Eremo. Un luogo dove i monaci amanuensi osservavano la Regola di San Benedetto, trascrivendo su pergamena antichi testi classici greci e latini, arricchendoli di preziose miniature artistiche. E proprio lo “scriptorium” di Fonte Avellana è uno dei pochi conservati ancora allo stato originale. La maggior parte dei manoscritti qui prodotti sono stati trasferiti nel 1500 alla Biblioteca Vaticana, dove sono attualmente custoditi. A Fonte Avellana ne sono rimasti solamente undici, tra i quali il più pregevole è “Il Codice NN”, un breviario che testimonia la diffusione del sistema guidoniano di notazione negli scriptoria. 

Nell’eremo sono presenti due importanti biblioteche: la biblioteca storica e la biblioteca moderna.
La biblioteca storica, allestita nel 1733 dall’Abate Giacinto Boni di Forlì, conserva quasi tutto il patrimonio librario antico di Fonte Avellana, costituito da circa 25.000 volumi stampati a partire dal 1400. Il libro più antico qui custodito è un incunabolo del 1470.
La biblioteca moderna raccoglie circa 7000 volumi di teologia, letteratura, filosofia, storia e di carattere patristico. Fu allestita nel 1965, in occasione del centenario della nascita di Dante Alighieri che, nel Canto XXI del Paradiso della Divina commedia, dialogando con San Pier Damiani, descriveva proprio Fonte Avellana.

Appena fuori dall’abitato merita una visita anche l’edicola sacra di “Santa Maria della Canale”, affrescata nel 15 mo secolo. Di interesse architettonico anche la Chiesa di San Biagio, con cripta paleocristiana risalente al quinto secolo.

Assolutamente da visitare la Farmacia dell’Eremo, dove è possibile acquistare i prodotti della tradizione camaldolese e il Giardino Botanico, aperto al pubblico dal 2007.

EVENTI NELL’EREMO
Oggi il Monastero, oltre ad essere un luogo di culto, è meta di ospitalità turistica e teatro di eventi di carattere culturale e storico.

L’accoglienza si rivolge a tutti e in particolare a coloro che sono orientati al silenzio, alla meditazione, alla riflessione personale, alla preghiera e alla ricerca di Dio.

Numerosi gli eventi organizzati dall’Eremo, i prossimi in scaletta sono:

Venerdì 27 - Sabato 28 APRILE
SEMINARIO TEORICO-CLINICO AiPsi
"Le vie del male: distruttività, odio, rabbia nella relazione terapeutica. Transfert/contro transfert"
A cura di Matteo De Simone, psicoanalista ordinario

Sabato 28 - Lunedì 30 APRILE
CONVEGNO AiPsi
"I fiori del male: conflitto, destino, necessità"
A cura di Matteo De Simone, psicoanalista ordinario

Venerdì 11 - Domenica 13 maggio
CORSO TEORICO-PRATICO DI ERBORISTERIA, FITOTERAPIA, BOTANICA E CULTURA DEL PAESAGGIO
"Fiori di maggio: erbe, fiori e paesaggio in primavera"
A cura di Karin Mecozzi, Biancarosa Romano, Fabio Taffetani

 

 

Per informazioni: 
Eremo di Fonte Avellana 
61040 Serra Sant’Abbondio (PU) 
Tel. 0721.730261
www.fonteavellana.it
informazioni@fonteavellana.it  

Per ospitalità:foresteria@fonteavellana.it

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