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VINITALY 2018: PREMIATA “LA STAFFA”, ECCELLENZA MARCHIGIANA PER VINO BIO E ARTIGIANALE

Una produzione di 45mila bottiglie all’anno da uve coltivate con metodo Bio. Sono questi i numeri de La Staffa, l’azienda agricola di Staffolo guidata dal 27 enne Riccardo Baldi, che al Vinitaly 2018 è stata insignita del premio Betti, riservato ai benemeriti della viticoltura

Una storia iniziata nel 2000, quando il papà iniziò a produrre vino per passione nei due ettari di terreno di proprietà della famiglia e che oggi viene portata avanti con grande passione e successo da Riccardo, che ne ha fatto la sua ragione di vita.
Una passione, quella per il vino, quasi inevitabile per il giovane imprenditore, cresciuto a Staffolo, un piccolo comune di 2000 anime, dove ci sono oltre 20 aziende che producono Verdicchio. Ed è in questo substrato culturale che Riccardo ha mosso i suoi passi creando un’azienda, costituita da sole 3 persone, che riesce a piazzare oltre il 60% della sua produzione all’estero. Stati Uniti, nord Europa e Francia le zone di maggior esportazione.

L’azienda nei suoi 10 ettari di terreno, in Contrada Castellaretta, produce vino biologico in maniera artigianale. «L’uva viene raccolta a mano, in cassetta – ci racconta Riccardo Baldi, il giovane titolare – e selezionata accuratamente, per scegliere solo i grappoli migliori. La stessa vigna viene vendemmiata anche con tre passaggi, questo ci permette di raccogliere i grappoli solo nel punto perfetto di maturazione, per ottenere un vino superiore».

Una produzione di nicchia che si caratterizza per l’alta qualità del prodotto. Due i vini: il Verdicchio dei Castelli di Jesi e una minima parte di Montepulciano.

Ma è soprattutto al Verdicchio dei Castelli di Jesi che la Staffa deve la sua notorietà. «La scelta del biologico è nata nel 2013 in prima battuta dalla necessità di lavorare in un ambiente salubre – spiega Riccardo – poi dopo alcune vendemmie mi sono reso conto che il vino prodotto con colture ecosostenibili dava origine ad uve più qualitative».

Una piacevole scoperta, come spiega il giovane titolare de La Staffa, che ha portato l’azienda ad ottenere numerosi riconoscimenti, tra i quali anche la recensione nel 2012 nello Slow Wine, la guida di vini dello Slow Food.

«Stiamo continuando in questa direzione – sottolinea - vini di altissima qualità che rappresentino la territorialità di Staffolo. Una unicità territoriale che si caratterizza per terreni argillosi e calcarei molto ricchi di carbonato di calcio, minerale che conferisce grande sapidità al vino. Ed è proprio questa sapidità, così difficile da ottenere, che caratterizza i nostri vini, differenziandoli dagli altri».

A fine anno, è previsto il lancio di una nuova riserva di Verdicchio dei Castelli di Jesi, prodotto su due vigne molto particolari: una già premiata nel 2012, l’altra avviata nel 2015, ma impiantata nel ’74.
Nuova riserva che nelle intenzioni dell’imprenditore sarà prodotta solo in alcune annate favorevoli e in sole 2000 bottiglie. Un vino ancor più di nicchia che si caratterizzerà per la particolarissima freschezza e la grande consistenza gustativa e aromatica. Qualità conferite dalla particolarità della vigna, una delle più alte di Staffolo, a 500 metri sul livello del mare. «Un vino dalla grande verticalità ed eleganza – precisa Riccardo Baldi – perfetto per piatti elaborati a base di carni bianche e pesci».
Per chi volesse visitarla, la cantina è sempre aperta per le degustazioni.

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