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LIBERAZIONE D’ITALIA E LOTTE CONTADINE, STORIE DI RESISTENZA

Il 25 aprile si celebra l’anniversario della Liberazione l’Italia. Una data emblema della resistenza militare e politica, e della lotta vittoriosa delle forze partigiane durante la seconda guerra mondiale, contro il governo fascista e l'occupazione nazista.

Sempre nello stesso periodo, un’altra forma di resistenza era in atto: quella dei contadini nelle campagne d’Italia. Ed è proprio di questo tema che tratta L’erba dagli zoccoli: l’altra Resistenza, racconti di una lotta contadina”di Tullio Bugari, edito da Vydia.

Finalista al premio nazionale di Letteratura rurale Parole di Terra- edizione 2016, il libro si snoda attraverso undici racconti, scritti in lingua letteraria, che ripercorrono la stagione delle lotte contadine avvenute nell’immediato dopo guerra, nel biennio 1949-1950, prima del grande esodo dalle campagne.

Lo scrittore jesino, racconta dei braccianti della val padana e della Puglia, delle lotte mezzadrili nelle regioni del centro, delle occupazioni delle terre in tutto il meridione degli scioperi a rovescio del Friuli, dell’Abruzzo e della Calabria. Una vera e propria epopea riscoperta grazie al sapiente lavoro di ricerca storica condotto da Bugari.

Abbiamo chiesto all’autore di raccontarci di queste lotte di Resistenza, che hanno contrassegnato l’Italia e le Marche, durante la seconda guerra mondiale e nell’immediato dopoguerra. Ne è emerso un quadro suggestivo…

«Il 25 aprile mi ha sempre coinvolto, da adolescente,quando nelle cerimonie c’erano ancora non solo tanti partigiani, ma anche chi li aveva aiutati, nascondendo depositi di viveri o di armi, oppure i parenti di vittime che ricordavano i loro cari. Della Resistenza non solo eroica ma della “gente comune” ho avuto però consapevolezza a poco a poco, quando ho iniziato a distinguere tra la “Memoria” e quel po’ di retorica che a volte ci finisce dentro. L’ho scoperto in modo pieno negli ultimi anni pedalando tra 25 aprile e primo maggio lungo i sentieri della Linea Gotica con la Staffetta della Memoria. Attraversando tanti paesi che in quella breve stagione si ritrovarono al centro della Storia, protagonisti, fornendo partigiani o aiutando i ragazzi che da ogni dove salivano sulle loro montagne. 

“Non sapevano soldati filosofi poeti di questo umanesimo di razza contadina” scrive Salvatore Quasimodo nella poesia per i Fratelli Cervi, inserita ieri 23 aprile nello spettacolo “E questo è il fiore”, con il Canzoniere dell’Anpi e il gruppo Arci Voce. Questo umanesimo lo “canto” nel libro di racconti “L’erba dagli zoccoli” e nei reading concerto di letture e canzoni con Silvano Staffolani, sulle lotte contadine del dopoguerra.  Tanti ex partigiani o persone che li hanno aiutati, che prima riconquistano la democrazia sulla “Carta” e poi con nuove lotte sociali cercano di rendere concreta quella promessa di eguaglianza e giustizia. È “l’altra Resistenza”, scrivo nel mio libro, è la stessa voglia di partecipazione diretta per una vita migliore. Il 25 aprile oggi dovrebbe ricordare questa voglia di esserci, di avere luoghi fisici di incontro e modelli di rappresentanza più diretti, dove comunità e realtà sociali possano esprimersi».

Il 26 aprile esce in libreria un nuovo romanzo dell’autore: E Riavulille, ambientato nel 1977, un anno che in apparenza non c’entra nulla con la Liberazione, e anche un anno spesso liquidato via abbinandolo all’etichetta “anni di piombo”. «Anche qui, in forme diverse – spiega Tullio Bugari - ricorre la stessa voglia di esserci e partecipare, protagonisti dei propri diritti, in quegli anni dopo l’autunno caldo, con gli operai organizzati nei Consigli di fabbrica, o con i giovani che prendevano voce creando ovunque radio. Parafrasando il titolo di una bella canzone di Gaber, potremmo dire che la Resistenza è Partecipazione».

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