LE LEGGENDE DEL CONERO: IL BUCO DEL DIAVOLO E LE ALTRE GROTTE

Situato tra i fossi di Boranico e della Tomba, il Buco del Diavolo è un cunicolo realizzato dall’uomo, probabilmente in epoca romana. Ci troviamo nel territorio che separa due comuni: quello di Ancona e quello di Camerano. Con tutta probabilità questa grotta molto piccola è quanto rimane di un antico acquedotto, o parte di una struttura militare andata perduta. Infatti, non lontano, sulla cima di Monte Conero si trova una base militare. Di certo questa cavità fa parte del novero di grotte naturali e artificiali, di cui il territorio è ricco: ad oggi se ne sono scoperte circa 150. Molto suggestiva la leggenda legata al Buco del Diavolo. Secondo la tradizione, tramandata oralmente dagli anconetani, da questo cunicolo si accederebbe ad un’altra grotta, dove sarebbe custodito un altare. Proprio sopra quest’ara si troverebbe una chioccia dorata, circondata dai suoi pulcini. La sola visione della chioccia sarebbe foriera di morte per chiunque non ne conosca l’esatto nome. Una leggenda davvero spaventosa.

Ma come dicevamo il Conero è ricco di cavità, e un’altra spelonca dalle interessanti suggestioni è quella degli Schiavi, chiamata anche Grotta Romana o Cava Romana. Situata nella zona di Pian di Raggetti, sarebbe stata scavata dagli schiavi. Secondo la leggenda sarebbe costituita da un fitto reticolo che arriverebbe, addirittura, fino al centro di Ancona. Non solo, parrebbe nascondere un tesoro difeso dalle anime di coloro che un tempo vi estraevano la pietra. Un’altra storia racconta di una sanguinaria rivolta, compiuta da alcuni schiavi che qui seppellirono i corpi dei loro padroni. In realtà si tratta di un’unica grotta, utilizzata in passato come cava di pietra. Una funzione testimoniata anche dal fatto che, al suo interno, sono stati rinvenuti alcuni strumenti da lavoro.

Un’altra grotta interessante è quella del Mortarolo, un antro naturale, che in passato fungeva da rifugio. Successivamente questo luogo venne probabilmente usato dai monaci per le loro meditazioni, e infatti, qui si trovano ancora i resti di un primitivo altare. Ma, secondo una leggenda, sembrerebbe che alcuni sassi compongano a terra la sagoma di un uomo sdraiato, e muovendoli, questi ricomporrebbero, di lì a poco tempo, la figura maschile originaria.

Nei pressi si trova l’area dove si possono ammirare le incisioni rupestri di Pian di Raggetti. Si tratta di una zona di grande interesse archeologico, costituita rocce incise, che lascerebbero pensare ai resti di un antico altare, utilizzato per riti sacrificali. Secondo un’altra ipotesi, molto meno leggendaria, ma forse più accreditata, le incisioni rappresenterebbero una sorta di mappa del territorio. Quel che è certo, è che tra le rocce del Conero si cela un patrimonio storico e archeologico, ancora tutto da svelare.

 

Tags: leggende

Ti potrebbe anche interessare