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IL DUE GIUGNO, NEI RACCONTI DELLE LOTTE CONTADINE. DAL LIBRO L’ERBA DAGLI ZOCCOLI DI TULLIO BUGARI

Alla fine degli anni Quaranta la Costituzione appena approvata trovò subito l’adesione e il sostegno dei ceti popolari che già lottavano per il miglioramento delle loro condizioni di vita e di lavoro; capitava spesso di vedere i contadini che lottavano per avere la terra, o che organizzavano gli scioperi a rovescio per sbloccare i lavori di miglioria e bonifica nei terreni abbandonati durante la guerra, vederli che attaccavano sulle loro bandiere gli articoli della Costituzione che li riguardava in modo diretto, come l’articolo 44:

“Al fine di conseguire il razionale sfruttamento del suolo e di stabilire equi rapporti sociali, la legge impone obblighi e vincoli alla proprietà terriera privata, fissa limiti alla sua estensione secondo le regioni e le zone agrarie, promuove ed impone la bonifica delle terre, la trasformazione del latifondo e la ricostituzione delle unità produttive; aiuta la piccola e la media proprietà. La legge dispone provvedimenti a favore delle zone montane.”

La parola Costituzione, così compare spesso nei racconti delle lotte contadine del dopo guerra contenuti nel libro “L’erba dagli zoccoli”, scritto dal marchigiano Tullio Bugari.
Si trattava delle prime lotte per l’attuazione della carta costituzionale, quando ancora i prefetti e le forze dell’ordine continuavano ad applicare o ispirarsi alle vecchie leggi ancora da riformare.

Ma oltre a questo, le lotte dei contadini spiegano bene anche che la piena attuazione della Costituzione non è solo un formale adeguamento normativo, ma è il modo sociale di interpretare l’articolo 3, in particolare il secondo comma, che contiene quel rafforzativo proposto dalla deputata Costituente Teresa Mattei:

“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”

Nel libro L’erba dagli zoccoli sono citate anche le grandi Assisi per la rinascita del Mezzogiorno che si svolgono a Napoli, Bari, Matera e Crotone nel dicembre del 1949; quella di Crotone avviene poche settimane dopo l’eccidio di Melissa e sul palco ci sono anche alcuni familiari delle vittime. L’intervento conclusivo lo fa Umberto Terracini, che elogia“la volontà del popolo meridionale di realizzare la sua rinascita in maniera democratica, usando il diritto di riunione e di parola, il rispetto della Costituzione, che prevede la realizzazione della riforma agraria e di tutte le altre riforme di struttura”, e poi Terracini da una definizione molto bella e fresca: “La Costituzione stabilisce i diritti dei cittadini e i doveri dei governanti”.

Un buon criterio per comprendere l’importanza della Costituzione quando se e parla anche oggi.

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