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MOSCIOLO SELVATICO DI PORTONOVO, TRA STORIA E CURIOSITA’

Il mosciolo selvatico di Portonovo, vanto della tradizione gastronomica anconetana, sarà il protagonista di Mosciolando, la manifestazione organizzata dalla condotta Slow Food Ancona e Conero, in collaborazione con il Consorzio La Baia, la Cooperativa Pescatori di Portonovo e l’Istituto Marchigiano di Tutela Vini.

Con il nome mosciolo gli anconetani si riferiscono alle cozze che si riproducono spontaneamente sugli scogli del Conero e che vengono pescate nel tratto di mare che va da Pietralacroce al confine tra Sirolo e Numana, passando per la Baia di Portonovo. Una eccellenza del Conero, che nel 2004 ha ottenuto il Presidio Slow Food.

MOSCIOLANDO
La manifestazione, che parte oggi 21 giugno e si concluderà domenica 24, prevede quattro giorni di eventi culinari, culturali e scientifici che avranno luogo ad Ancona e Portonovo. L’appuntamento, quest’anno è arrivato alla 13ma edizione e ripropone la formula ormai collaudata degli ultimi due anni. Come da tradizione, il cartellone di eventi inizia ad Ancona, con “Mosciolando al Passetto”. Moscioli e vino, insieme per ripercorrere una tradizione, rendendo omaggio alla Spiaggia Urbani e alle grotte. Ed è proprio nelle grotte, da dove i pescatori partivano per cimentarsi nella pesca del mollusco, che si terranno le letture in vernacolo anconetano di Alfredo Bartolomei Cartocci, dai brani del libro scritto da Valter Paoletti. Le letture che saranno accompagnate dalla musica di Alessandro Pellegrini.

Venerdì 22 giugno Mosciolando si sposta a Portonovo, dove si terrà alle 10,30 l’evento scientifico: un convegno intitolato “La Comunità del Mosciolo di Portonovo: prospettive” al Fortino Napoleonico. Tra gli altri parteciperà anche il presidente nazionale Slow Food Gaetano Pascale, insieme a Roberto Rubegni, fiduciario Slow Food Ancona e Conero, Marco Giovagnoli, professore di Sociologia dei processi economici di UNICAM, Roberto Danovaro, professore di Ecologia dell’UNIVPM, e a Simone Baleani, chef del Ristorante Il Molo di Portonovo. Le degustazioni gastronomiche partiranno alle ore 17.00 alla Spiaggia Bonetti di Portonovo con “Moscioli a merenda”. Alle ore 18.00 al Capanno del pescatore Sandro Stecconi si terrà il laboratorio del gusto “Il Mosciolo incontra il Pecorino dei Sibillini”: un connubio tra due presidi Slow Food.
Alle ore 20,30 ci sarà la tradizionale “cena sotto le stelle”, al Ristorante Marcello, con l’assegnazione del Mosciolo d’oro 2018, che quest’anno andrà a Ramona Emergenti, la prima ed unica donna pescatrice di moscioli, nonché ex titolare dell’omonimo chiosco, abbattuto recentemente perché ritenuto abusivo.

Sabato 23 Mosciolando entra nel vivo con “Pescati e Mangiati”: alle ore 11,00 nella spiaggia di fronte alla Cooperativa Pescatori, all’arrivo della barche con i moscioli appena pescati, si potranno degustare i molluschi accompagnati dal vino. Invece alle 18.00, al Ristorante Il Molo si terrà il laboratorio del gusto “Il Mare incontra la pastorizia dei Sibillini”. Lo chef Simone Baleani sperimenterà una nuova ricetta, che unisce la tradizione del mare Adriatico a quella degli Appennini.

Il cartellone di eventi si chiuderà domenica 24 giugno a Portonovo alle ore 8.30 con il “Palio delle batane”, le tipiche imbarcazioni a remi, i cui equipaggi si sfideranno in mare a cui seguirà la Santa Messa celebrata sul mare. Nel pomeriggio dalle ore 17 Mosciolando fa tappa al Poggio con degustazioni e musica.

IL MOSCIOLO SELVATICO DI PORTONOVO, CURIOSITA’ E CENNI STORICI

Di moscioli, nelle acque del Conero, si parla già dai primi del 900’. Una pesca all’epoca molto ridotta, per la scarsa presenza del mollusco, concentrato soprattutto sullo scoglio del Trave. I contadini scendevano dalle campagne del Poggio, di Varano, di Massignano, di Pietralacroce e di Sirolo, per pescarli a bordo delle batane con un forcone che avevano adattato incurvando ulteriormente i denti, per staccare le cozze dagli scogli. Una pesca che serviva non solo a scopo alimentare, ma anche per arrotondare i guadagni. Oggi è possibile ammirare questo strumento di pesca nel piccolo museo del Poggio.

I contadini si arrampicavano sullo scoglio del Trave per prendere le cozze. Ed è proprio da questa tradizione di pesca che è nata la tradizione culinaria del mosciolo. Nei primi ristoranti di Portonovo, inizialmente chioschi, cucinavano le mogli dei contadini: preparavano una cucina di campagna, accompagnandola con il pescato del giorno. E’ in questo modo che si è sviluppata la ristorazione della Baia. Il primo fu il ristorante Emilia che iniziò a cucinare i moscioli proprio perché i ragazzi di Ancona che li pescavano, chiedevano alla donna di cucinarli. Ad Emilia, si aggiunge Anna, famosa per il battuto di moscioli, a cui aggiungeva, per renderlo più saporito, lardo o prosciutto.

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