Olio extra vergine di oliva, l’oro della terra

“E lì negli assolati uliveti, dove soltanto cielo azzurro con cicale e terra dura esistono, lì il prodigio, la capsula perfetta dell’uliva che riempie il fogliame con le sue costellazioni: più tardi i recipienti, il miracolo, l’olio”. Pablo Neruda

Protagonista indiscusso della dieta mediterranea, l’olio extra vergine di oliva è uno degli alimenti che meglio esprime la cultura e le tradizioni della terra marchigiana.

Una terra dove le colline sono ricche di uliveti secolari, che crescono rigogliosi e fieri, grazie al clima temperato che le caratterizza.

La coltivazione dell’olivo in regione ha origini antichissime. Se ne trovano tracce già nel 1228, quando le navi delle Marche, per approdare al Po', dovevano pagare un dazio consistente proprio in olio extravergine di oliva. Un olio molto apprezzato, quello marchigiano, tanto che addirittura i fiorentini lo importavano, come testimoniano alcuni documenti risalenti al 1347.

Insieme al vino e al grano, l’olio ha costituito per secoli una delle principali ricchezze delle Marche. Un prodotto molto rinomato e apprezzato, che vanta una grande qualità, grazie anche ad una biodiversità agraria costituita da ventidue varietà autoctone che si uniscono ad una base di Frantoio e Leccino: Ascolana dura, Ascolana tenera, Capolga, Carboncella, Cornetta, Coroncina, Lea, Mignola, Nebbia del Menocchia, Nostrale di Rigali, Oliva Grossa, Orbetana, Piantone di Falerone, Piantone di Mogliano, Raggia, Raggiola, Rosciola Colli Esini, Sargano di Fermo, Sargano di San Benedetto, Carbò, Zampello, Sarganella.

 

Tra queste, l’Ascolana è certamente la più rappresentativa e conosciuta: non solo da origine ad un eccellente olio, ma è anche l’ingrediente base delle olive ascolane fritte, una tipicità tutta marchigiana nota ormai nel mondo.

 

Una tradizione frantoiana, fatta di piccoli impianti e di realtà produttive più all’avanguardia, che dà origine a grandi oli, riconosciuti e premiati a livello internazionale. Le Marche vantano una DOP regionale, quella di Cartoceto, ed una IGP, conseguita nel 2017, rientrano anche, con una trentina di località, nel circuito delle Città dell’Olio, che promuove la tradizione olivicola italiana.

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