Arcevia, il borgo dei nove castelli

Atmosfere medioevali, tesori artistici e gioielli architettonici. E’ quanto ha da offrire Arcevia, lo splendido borgo di origine preistorica, arroccato su uno sperone roccioso. Ci troviamo sul Monte Cischiano, una propaggine della catena pre-appenninica, a pochi chilometri da Senigallia. Un territorio che tra l’11mo e il 14mo secolo ha visto sorgere 9 castelli: Avacelli, Castiglioni, Caudino, Loretello, Montale, Nidastore, Palazzo, Piticchio e San Pietro. Insediamenti d’origine rurale prima ancora che militare, nati per offrire rifugio alle popolazioni che vivevano sparse per le campagne e per presidiare il territorio. Ancora oggi questi castelli conservano le mura difensive, le porte e i torrioni, dove si possono ritrovare le tracce di antiche battaglie. Un fascino rimasto immutato nei secoli, dove storia, arte e devozione sono strettamente connesse.

DA VEDERE

Il borgo di Arcevia ha un ricco patrimonio artistico, che conserva una straordinaria concentrazione di opere dei Della Robbia, la famiglia di artisti fiorentini vissuti tra il ‘400 e il ‘600. Nella Collegiata di San Medardo, in centro storico, si trova ilmaestoso altare di Giovanni Della Robbia, con un paliotto e un bel Crocifisso invetriato di Mattia Della Robbia. L’altare in terracotta invetriata, realizzato tra il 1510 e il 1513, fu commissionato da due eremiti senesi alla bottega fiorentina di Giovanni della Robbia, un’opera considerata una delle tappe fondamentali della carriera dell'artista fiorentino. Notevoli il presepe di bottega marchigiana e le due statue robbiane raffiguranti Santa Caterina e la Maddalena, opere conservate nella Collegiata. All’interno si possono ammirare due straordinarie opere del grande artista rinascimentale Luca Signorelli, il Polittico di S. Medardo (1507) e il Battesimo di Cristo (1508). Pregevoli gli arredi lignei dei maestri intagliatori Leonardo Scaglia e Francesco Giglioni, come le numerose opere di Ercole Ramazzani, artista locale allievo di Lorenzo Lotto, tra le quali il Battesimo di Cristo (1593)e il Giudizio Universale (1597). Presenti anche alcune opere di Claudio Ridolfi il Veronese, discepolo del Barocci (sec. XVII) e la Madonna del Rosario con i SS. Domenico e Caterina da Siena (1642), capolavoro di Simone Cantarini il Pesarese (1612-1648) allievo di Guido Reni. Nella chiesa è custodita una tavola di Piergentile da Matelica e Venanzio da Camerino raffigurante una Madonna col BambinoS. AnnaS. Giuseppe e S. Gioacchino (1529). 

Santa Maria del Soccorso ospita invece l’altare invetriato raffigurante l’Annunciazione, realizzato da Mattia Della Robbia, mentre nella Chiesa di San Lorenzo di Avacelli è custodito un Crocifisso e uno spettacolare altare in terracotta dipinta che raffigura la Madonna del Rosario e della Misericordia, opera di una bottega marchigiana influenzata dai Della Robbia.

Il Centro Culturale di San Francesco, nell’antico complesso conventuale, conserva il chiostro rinascimentale e la splendida chiesa, mentre al piano interrato, si trova la sala conferenze con gli spazi espositivi ricavati dalle antiche cantine del monastero. A piano terra ospita il Museo Archeologico Statale, che raccoglie materiali di aree e siti archeologici del territorio, coprendo il periodo che va dalla preistoria all’età romana. Tre le sale principali: nella prima sono esposti i manufatti dell’industria litica di Ponte di Pietra (20.000 anni fa), risalenti al Paleolitico superiore; nella seconda sala sono esposti i materiali del fossato difensivo di Conelle (IV millennio a.C.), risalente all’eneolitico. Tra i prodotti ceramici esposti i dolii, le olle e le caratteristiche brocche con versatoio obliquo. Nella terza sala i prodotti provenienti da Cava Giacometti e dal sito di Monte Croce-Guardia, risalente al bronzo finale (XII-X sec. a.C). L'ultima parte del museo è dedicata al sepolcreto gallico (IV-II sec. a.C.) e al santuario di Montefortino, dei quali i corredi delle due tombe sono visibili nel museo di Arcevia e nel Museo di NewYork. Al primo piano del Centro Culturale si trova invece l’Archivio Storico, che con le sue 1800 pergamene del 13mo e 14mo secolo, rappresenta il più importante delle Marche. La Biblioteca Comunale ospita in maniera permanente le opere di tre grandi artisti del ‘900: Quirino Ruggeri, Edgardo Mannucci e Bruno d’Arcevia.

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